lettera del dirigente scolastico

 

 

 Roma, 19 luglio 2018 

Carissimi tutti, 

è di oggi la notizia, apparsa sul Corriere della Sera, del mio nuovo incarico romano. Ebbene sì, da qualche tempo sono a Roma, già attiva presso il Ministero del Futuro: il MIUR, ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca. 

La proposta del signor Ministro è per me un’occasione, per quel poco che potrò fare, per mettermi al servizio della scuola tutta, Scuola che io amo profondamente e con tutta me stessa. Ho passato la mia vita nella scuola: da studentessa, da docente, da dirigente scolastico. Credo che la scuola sia veramente l’unica via per il nostro futuro. 

Nella scuola ho creduto sempre e fino in fondo. Penso che sia un luogo in cui crescere, che sia la casa dei ragazzi, che sia un baluardo da difendere e da sostenere. Cercherò di fare questo a Roma. Senza dimenticarmi mai un attimo chi sono e ciò per cui mi sono sempre battuta. 

È cominciata per me una nuova avventura nella quale mi getterò anima e cuore. Dovrò studiare molto, lavorare sodo, imparare cose nuove. E in fondo la scuola è proprio questo. Non vi sto dicendo addio, solo arrivederci. Conto su ciascuno di voi, sui suggerimenti, le critiche, i consigli. Quello che possiamo fare si costruisce giocando in squadra. 

È per questo che ringrazio la “mia” squadra. La mia insostituibile e magnifica vicepreside: Nicoletta Russello. Tutti i docenti dello staff di dirigenza, tutti i professori del Tito Livio, nessuno escluso. Tutti gli studenti che ho visto dietro la mia porta o nei corridoi della scuola. Tutti i genitori. Tutto il personale dell’ufficio e i collaboratori scolastici. Un gruppo, il nostro, che ha saputo vincere moltissime sfide e che ne vincerà ancora molte altre. Perché forti di un entusiasmo che si respira nell’aria appena si mette piede al Tito Livio. 

Grazie, a ciascuno per quello che mi ha dato. Grazie al nostro Ministro per l’occasione che mi ha offerto. Grazie alla scuola che mi ha regalato e mi regala ogni giorno il mestiere più bello del mondo. Vivere la scuola significa rimanere sempre giovani, cogliere le sfumature di un mondo che cambia, sentire che la fatica quotidiana ha un enorme valore. 

Rubo una frase magnifica di Audrey Hepburn: ci sono viaggi che si fanno con un unico bagaglio: il cuore!. Io sono partita così. Con il cuore nella scuola. 

Il dirigente scolastico 

Amanda Ferrario 

 


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